La cassetta condominiale della pubblicità

Da qualche tempo, forse addirittura un anno, nel mio condominio c’è una cassetta delle lettere specifica per la pubblicità. Poiché alcune persone erano scocciate di rispondere in continuazione al citofono per aprire ai vari «postini/spammer», è stato deciso di posizionare questa cassetta all’esterno.

Adesso, ogni volta che torno a casa e la trovo piena, ne prendo tutto il contenuto e lo inserisco direttamente nel contenitore della carta che si trova proprio sotto le cassette dell’androne. Sono anche abbastanza convinto che molti altri facciano così.

Ma che senso ha questa cosa? È vero che prima c’era la scocciatura di rispondere al citofono, ma adesso di certo nessuno legge queste pubblicità. E allora non si può fare in modo da non riceverla per nulla o far sì che la ricevano solo gli interessati?

Per non riceverla per nulla si deve essere tutti d’accordo (e non lo siamo) e inoltre l’unica via è quella di negare l’apertura del portone ai «postini/spammer». Ma questi, una volta ricevuto il rifiuto, bussano ad un altro campanello e disturbano più che normalmente. Tra l’altro è capitato spesso che questi «postini/spammer» suonassero direttamente a vari campanelli in contemporanea. Ci sono anche quei condomini che espongono targhe nelle quali dicono che la pubblicità in cassetta non è gradita. Ma figuriamoci se quelle targhette vengono lette.

Voi come fate?

Hai pregiudizi contro gli ex tossicodipendenti e chi ha avuto problemi giudiziari?

Oggi, durante la manifestazione torinese sul cioccolato, sono stato apostrofato così da un ragazzo. Gli dico di no e lui si presenta e cerca di vendermi un suo disegno, ma io sono distratto dal bimbo che, irrequieto, non sta fermo un attimo, e lo inseguo tra la folla scusandomi con il ragazzo.
Mentre mi allontano lo sento che dice qualcosa come «fai bene a raggiungerlo, magari passa uno zingaro e se lo porta via.»

Alla faccia di quello che cerca gente senza pregiudizi.